Giancarlo Scheri, il direttore di Canale 5, ha riposto al Codacons con una lettera in difesa del Grande Fratello. L’associazione dei consumatori si è poi fatta risentire.

Il direttore di Canale 5 difende il Grande Fratello in una lettera al Codacons

Il direttore di Canale 5 Giancarlo Scheri ha preso una posizione chiara e decisa in difesa del Grande Fratello, rispondendo ufficialmente all’esposto presentato dal Codacons a Pier Silvio Berlusconi.

La lettera, riportata da Adnkronos, arriva dopo le accuse mosse dall’associazione dei consumatori contro il reality show, accusato di trasmettere contenuti inappropriati e di bassa qualità.

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Scheri, in rappresentanza del CEO di Mediaset, ha voluto ribattere punto per punto. Ha difeso sia il programma che la dignità umana che esso, secondo lui, rispetta. Nella lettera inviata al Codacons, Scheri ha dichiarato:

Mi permetto di rispondere alle vostre osservazioni, evidenziando come il programma, a nostro avviso, rispetti norme e regolamenti e, senza dubbio, la dignità umana.

Il direttore di Canale 5 ha proseguito affermando che, all’interno di un contesto come quello del Grande Fratello, che si fonda sull’interazione tra persone reali, possano verificarsi episodi più o meno edificanti.

Tuttavia, quando le situazioni si fanno eccessive o problematiche, la rete prende provvedimenti. Scheri ha voluto specificare come Mediaset intervenga nei casi in cui i comportamenti degli inquilini risultano fuori linea con i principi che il programma si propone di rispettare.

Una delle accuse principali mosse contro il programma è stata quella di essere un contenitore di trash. Scheri ha respinto questa definizione, definendola “una semplificazione ingiusta e fuorviante“, sottolineando che non si può etichettare un’intera trasmissione per colpa di singoli episodi.

Il direttore ha poi portato l’attenzione su un altro argomento cruciale: il web, e in particolare i social network. Secondo Scheri, è proprio in questi ambiti che si assiste a contenuti che sfuggono ad ogni tipo di regolamentazione, più che in TV.

La lettera si conclude con una riflessione sulla televisione italiana, che, secondo Scheri, “si mantiene ben lontana dagli eccessi che si vedono in altri Paesi“.

In risposta, il Codacons non ha tardato a far sentire la propria voce. L’associazione ha accusato il programma non solo di non aver moderato episodi di bestemmie, atti osceni, sesso esplicito e comportamenti violenti, ma a volte di averli addirittura spettacolarizzati.

L’associazione ha citato diversi esempi di contenuti trasmessi senza una corretta moderazione, non solo da Mediaset, chiedendo una maggiore vigilanza. Il Codacons ha dunque rinnovato l’invito a prendere provvedimenti concreti per evitare che simili episodi si ripetano.

La querelle tra il Codacons e Mediaset continua dunque, alimentata da visioni contrapposte sulla responsabilità dei contenuti trasmessi in prime time.