Per Giuseppe Fioretto, proprietario di Furnus Pizza Casareccia a Mugnano (in provincia di Napoli), il suo non è solo il mestiere del pizzaiolo, ma una vera e propria vocazione. Delizia il palato di napoletani e non solo, oltre a quello di tanti artisti che lo scelgono, come Stefano De Martino e Francesco Paolantoni.

Da anni ormai è un punto di riferimento per clienti che amano la vera pizza casareccia, preparata con ingredienti DOP e genuini.

Come nasce la tua passione per la pizza?

“La passione per questa tipologia di pizza, la casareccia, mi è stata tramandata dai nonni paterni. È un amore che sa di tradizioni, di famiglia, di casa. Legato da sempre a questi valori, cerco di riprodurli in chiave ‘moderna’ nella mia attività”.

La sua pizzeria invece come e quando nasce?

“Furnus nasce il 30 marzo del 2022. Un progetto curato da molto prima, studiato e ripensato così tanto da destare spesso ansie e preoccupazioni. Ma anche grazie all’aiuto e al supporto della famiglia sono riuscito poi a ultimare e concretizzare questa realtà”.

Qual è la sua specialità?

“Ce ne sono un bel po’. Ecco, qui da noi è facile spaziare tra gusti e vecchie tradizioni. Dalla semplice margherita alla nostra amatissima Gateau di patate. Super richiesto anche l’onnipresente ‘casatiello’, sfornato per 12 mesi all’anno e non solo nel periodo pasquale. O anche il nostro ‘Sfogliato di sasicc’ e friariell’’, che ormai da tempo regna sovrano. Ma per i miei clienti la ‘Pomodorini’ o la ‘Casareccia’ restano tra le più apprezzate di sempre”.

Lei è tra i pizzaioli più stimati a Napoli e non solo. Il suo segreto?

“Innanzitutto grazie per avermi attribuito tale merito. Io non ho segreti, ho solo voglia di crescere. Sacrifico gran parte della mia vita all’interno del locale, pur avendo a casa una moglie, una figlia e un piccolino in arrivo tra qualche settimana. Cerco di presenziare sempre insieme al mio meraviglioso staff, che segue il mio ‘pensiero’ da quasi tre anni. Mi appoggiano e, in molti casi, mi suggeriscono anche nuove proposte da presentare ai clienti. Do atto che Furnus sia cresciuto sempre più anche grazie a loro”.

Per lei la vera pizza è solo quella napoletana?

“No. Non penso sia solo quella napoletana, nonostante sia per me la più apprezzata. Io, ad esempio, adoro la pizza Pepperoni, stile americano. Conto di andare lì presto, così da poter provare anche questo Made in USA”.

Quando non è a Napoli ma in giro per lavoro o in vacanza, che pizza ordina?

“Quando sono fuori assaggio le classiche. Resto fermo tra margherita e marinara”.

Il miglior consiglio che si sente di dare a chi vuole intraprendere il suo lavoro?

“Consiglio di aver ‘fame’. Di non guardare mai alle ore che bisogna dedicare a un’attività, che, a mio modesto parere, devono essere tante. Bisogna leggere e studiare, e non limitarsi solo a ‘guardare’ produzioni che possono ispirare. Crederci sempre, senza mai scoraggiarsi. Solo allora potranno arrivare i primi meriti e le prime soddisfazioni. E quando arrivano, non esiste forma più appagante di questa. In bocca al lupo”.

Tre aggettivi per identificare il suo locale.

“Gustoso, accogliente e profumato”.

Perché la clientela dovrebbe scegliervi?

“I clienti scelgono noi perché, a detta loro, riproponiamo vecchi sapori che li riconducono indietro nel tempo, a quando l’odore delle pizze padroneggiava nelle loro case con la presenza dei genitori e, ancor prima, dei loro nonni. Mi piace quando mi associano a questi pensieri così felici. Quindi, per chi ancora non ci conoscesse, vi aspetto insieme al mio team”.

a cura di Barbara Carere